IL 13 gennaio il nostro Club si è riunito in occasione di due eventi speciali, l’ingresso di un nuovo socio, il dott. Carlo Maggio e la relazione del nostro socio prof. avv. Sergio Vinciguerra dal tema ” Dialogo sul futuro dei Rotary Club fra storia e attualità “.
Il dott. Carlo Maggio è stato raccomandato dal nostro socio il dott. Giorgio Del Noce che ne ha fatto una toccante presentazione prima della spillatura da parte della nostra Presidente.
L’ avv. Vinciguerra ha richiamato la nostra attenzione sul fatto che sono passati già 119 anni dalla nascita del Rotary e questo fa sì che debba necessariamente evolversi poichè il mondo cambia rapidamente. Si deve adattare alle nuove realtà sociali e tecnologiche, alle piattaforme digitali. Per far ciò bisogna cercare nello spirito delle origini suggerimenti utili.
Molti spunti di riflessione li troviamo nel libro del fondatore del Rotary International Paul Harris, scritto nel 1935.
Il socio rotariano viene visto non come mero finanziatore , bensì come un professionista che svolge personalmente attività di servizio e che adopera le sue competenze per un’attività educativa dei giovani. Se però ci soffermiamo sulla prevalenza di queste due categorie, soci finanziatori e soci operativi, all’interno dei nostri Club, non possiamo far altro che notare la spiccata prevalenza dei primi. E’ perciò auspicabile un maggior impegno personale dei soci rotariani.
Ricordiamo che il Rotary nacque come associazione maschile e Paul Harris nel libro si augura che le donne possano far parte del Rotary e che l’esclusione statutaria venga eliminata. Tale esclusione viene dichiarata illegittima da una sentenza della Corte Suprema trenta anni dopo e nel 1989 viene modificato lo Statuto.
Il Rotary è stata la prima associazione non religiosa con espansione internazionale , non legata alla politica ma con un fondamento spirituale. Il Rotary italiano ha dato un grande contributo internazionale con il progetto Polio Plus, finalizzato a sradicare la poliomelite nel mondo.
In conclusione il nostro Relatore legge un brano del libro: ” Non fare piccoli piani… Fare grandi progetti; puntare in alto con speranza e lavoro, ricordando che un nobile e logico diagramma , una volta tracciato, non morirà mai e molto tempo dopo che ce ne saremo andati sarà ancora vivente, affermandosi con sempre maggiore intensità.”