Lunedì 20 gennaio ci siamo riuniti in interclub con il Rotary Club Rivoli per ascoltare la simpatica e brillante relazione della velista Lucia Pozzo, campionessa di vela del team Women’s Sailing Academy e del team Le Falchette di AIRC.
Navigatrice e skipper torinese , Lucia ha solcato tutti i mari e gli oceani. Ha all’attivo più di quindici traversate ed è stata fino a pochi anni fa l’unico comandante donna. Nel corso della serata ci ha narrato delle sue avventure marinare, raccontate nei suoi libri , facendoci ridere ma anche tremare … Ha infatti scritto sette “libri di mare” , autobiografici e umoristici, il cui ricavato viene devoluto all’ AIRC.
Nel 1980 , al compiere dei 18 anni, per mancanza di denaro è costretta a prendere solo una patente e sceglie la patente nautica. Dei 150 iscritti lei era l’unica rappresentante del genere femminile e in occasione degli esami viene intervistata da Telecupole per la eccezionalità dell’evento. Una volta presa la patente , mentre studiava alla facoltà di architettura , ha incominciato la sua carriera di skipper di barca a vela e ha insegnato per cinque anni.
Nel 1985 ha formato il primo equipaggio di donne italiano, perchè altrimenti non riusciva a partecipare alle regate e ha incominciato a navigare nel mare Adriatico. Lo sponsorizza l’Invicta che fornisce l’equipaggio di divise rosa e viene chiamato Invicta Delfino Rosa. Un cantiere impresta loro una barca di 11 metri ( perchè era uscita fallata e non si poteva vendere…) e fanno la loro prima regata, la Rimini Corfù Rimini. A quei tempi la barca era equipaggiata solo con la radio, la loro riceveva ma non trasmetteva, per cui le danno per disperse…Invece arrivano seconde tra incredulità e stupore generale ! Con Giovanna Caprini fa la seconda regata , la 500 x 2, e la vince.
Invicta le compra allora una barca usata e lei forma un equipaggio di donne motivate e con poca esperienza, col quale naviga nel mare Tirreno. Vincono la Giraglia.
Lucia si laurea in architettura, partecipa alla progettazione del Palazzo di Giustizia , e decide di “andare per mare per sempre”, molla tutto e si propone come comandante. Si specializza in restauro e comando di barche d’epoca : le barche di legno hanno un’anima…. Scrive il secondo libro “Uomini e barche”, i cui protagonisti sono personaggi anziani conosciuti nei cantieri di restauro di queste barche.
Nei cantieri acquisisce una grande esperienza su ogni componente della barca e sulla costruzione di esso.
Negli anni 90 incontra la Tirrenia II, barca dei Caraibi , restaurata a Trieste e costruita nel 1914, 21 metri , interamente in teak. Ha 7 vele , ancora trapezoidali. Pesca 1,60 metri e ha la zavorra mobile, che cambia assetto della barca. Nel 2018 viene restaurata per la seconda volta a Viareggio. Lucia ci fa notare che in Italia abbiamo le maestranze migliori dell’Europa. Dentro è tutta in radica e la timoneria è una vite senza fine e si timona di schiena. Aveva tutto lo scafo sott’acqua foderato di rame inchiodato, togliendolo rimasero i buchi e rimediarono infilando stuzzicadenti in ognuno di essi a mo di porcospino e poi rasandoli .
Con questa barca la nostra velista ha fatto tre giri del mondo e ha navigato 47 anni. Ha anche comandato una barca di 45 metri, lo Zaca, appartenuta a Errol Flynn.
Il nuovo progetto di Lucia Pozzo si chiama “Vele d’epoca per tutti”. Con una barca di dieci metri e mezzo del 1953 e i Timonieri Sbandati, ragazzi su sedia a rotelle , viene data la possibilità a tutti di provare un’uscita su una barca d’epoca . Le uscite incominceranno a maggio e saranno ad offerta libera.
A presto in barca !!! 😉